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Dr. Alessandro Cenci
Chirurgia Minivasiva Dell'avampiede
Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Messina in data 15/04/1993 con votazione 110/110 Lode. Abilitazione all'esercizio professionale presso l'Università di Messina nell'anno 1993, sessione di aprile.
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Corso di chirurgia mini invasiva dell'avampiede (chirurgia percutanea) tenuta dal Dott. Estephen A. Isham, presso Sanatorio San Francisco, A.C., Mexico City - Messico - gennaio 2007.

Principali patologia trattate:
Alluce Valgo – Metatarsalgia – Neuroma di Morton – Esostosi sub-ungueali – Dita a Martello – Campodattilie – V°Varo – IV° - V° Sovra Addotto

ALLUCE VALGO
L'alluce valgo è una delle patologie più diffuse a carico del piede.
E' caratterizzato da una deviazione in laterale del primo dito (l'alluce, appunto) con lussazione dei sesamoidi, due piccole ossa situate al di sotto dell' articolazione tra il primo metatarso e la falange dell'alluce. In genere, questa deformità è accompagnata dalla presenza di una porzione di osso che cresce oltre la sede fisiologica sulla testa del primo metatarso,nome scientifico esostosi , comunemente chiamata "NOCETTA","PATATA" ecc…; la tumefazione dolente corrispondente è una forma di borsite, cioè di infiammazione da sfregamento con la calzatura. Tutto ciò può causare, oltre a lesioni cutanee (callosità, ulcerazioni) che abbiamo già visto, anche deformazioni al secondo e terzo dito (per sottrazione di spazio), definiti "a martello" e ulteriori conseguenze come lesioni osteoarticolari all'avampiede e persino ripercussioni gravi sulle ginocchia, sulle anche e sulla colonna vertebrale. Chi maggiormente soffre di alluce valgo è la donna (dieci volte più dell'uomo), in genere di età matura o senile, e soprattutto se vi sono casi di ereditarietà.

LE CAUSE
Certamente esiste una forte familiarità nello sviluppo di questa patologia. Si può facilmente constatare come molti pazienti abbiano nella propria famiglia ascendenti e collaterali con la stessa deformità; verosimilmente anche l'uso di calzature incongrue, modificando l'appoggio del piede, può favorire l'aggravamento della patologia, che può pure peggiorare per carichi eccessivi (obesità). L'uso di scarpe strette è sicuramente incompatibile ma non certamente responsabile di tale affezione. Infatti tenendo compresso l'arco anteriore si potrebbe solo rallentare l'instaurarsi della deformità, che si caratterizza con l'allargamento a ventaglio dell'avampiede, causato dall'allontanamento del primo metatarso dagli altri. Altrettanto importanti nel determinare le deformità descritte sono le alterazioni posturali non trattate correttamente durante l'infanzia e l'adolescenza quali ad esempio quelle conseguenti al piede valgo piatto.

LE CONSEGUENZE CLINICHE
Sono costituite sia da disturbi localizzati nell'area piede che da ripercussioni su tutto l'allineamento posturale.

LE CONSEGUENZE LOCALI (area piede)
Degenerazione articolare: l'articolazione metatarso falangea si disallinea, trovandosi così a lavorare in modo asimmetrico e comportando l'usura delle componenti cartilaginee, la cui infiammazione è causa di dolore e degenerazione artrosica a tale livello.
Borsite: la prominenza metatarsale, urtando contro la calzatura, la deforma provocando la formazione di fastidiose infiammazioni dei tessuti molli che impediscono l'uso di calzature normali.
Metatarsalgie: il sollevamento dorsale della testa del primo metatarso che in condizioni di normalità sopporta il doppio del carico rispetto alle altre teste metatarsali, provoca il sovvertimento strutturale dell'avampiede, creando un sovraccarico sul secondo e terzo metatarso con comparsa di dolore e callosità in sede plantare.
Deformità e lussazione delle dita: la spinta dell'alluce contro le altre dita provoca con il tempo il loro incurvamento, fino ad arrivare alla cosiddetta deformazione a martello e alla loro deviazione laterale o dorsale che crea la perdita dei rapporti anatomici della base del dito con il metatarso corrispondente, fino alla lussazione completa.

LE CONSEGUENZE POSTURALI
Il primo metatarso spostandosi verso medialmente diviene anche ipermobile per il contemporaneo allungamento dei suoi legamenti. Ad ogni passo quindi, sotto l'azione del carico si solleva verso l'alto, appiattendo l'arco longitudinale mediale e provocando la rotazione verso l'interno del piede (pronazione). Questo movimento di pronazione si trasmette attraverso le articolazioni dell'arto inferiore a tutto l'apparato muscolo scheletrico influenzando la postura, cioè l'allineamento dei vari segmenti corporei lungo la linea di gravità. Trascinato dalla torsione del piede l'arto inferiore ruota internamente, provocando attraverso i legamenti dell'anca l'inclinazione in avanti del bacino, che a sua volta modifica la curvatura della colonna aumentando la curva lombare ( iperlordosi ). Questo assetto posturale crea delle incongruenze articolari, dando vita a delle manifestazioni cliniche che caratterizzano i pazienti affetti da alluce valgo. Si può infatti parlare di una vera e propria "sindrome posturale da alluce valgo" che si caratterizza dalla tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio, dalla rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna e dall'accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica.